Dal blog Traditional Western Orthodox Christian leggiamo e meditiamo la confessione di fede del Sinodo di Milano del 679.
Confessione di fede di san Mansueto di Milano e del Sinodo tenuto nel 679, inviata all'imperatore Costantino IV per confermare la Fede Ortodossa.
Noi professiamo di credere nella Santa e Indivisibile Trinità, cioè nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, un solo Dio; uno in modo tale da essere tre, e tre in modo tale da essere uno: la Trinità in Persone distinte e realmente sussistenti, vale a dire il Padre, dal quale sono tutte le cose; il Figlio, per mezzo del quale sono tutte le cose; lo Spirito Santo, nel quale sono tutte le cose; e tuttavia una sola Divinità, una sola Essenza e una sola Sostanza: infatti in tre Ipostasi o Persone, affinché il Padre sia Padre, il Figlio sia Figlio e lo Spirito Santo sia Spirito Santo; ma in una sola Natura e una sola Sostanza, affinché sia creduto un unico, solo e sommo Dio; senza introdurre tre dèi, come bestemmia Ario, il quale predicava tre dèi, uno più eccellente, un altro minore e un altro ancora inferiore.
Ma noi confessiamo la Santa Trinità nell'Unità e l'Unità nella Santa Trinità. Infatti, quando diciamo Padre Onnipotente, il nome stesso di Padre rimanda alla Persona del Figlio; e quando diciamo Figlio Eterno, ciò si riferisce alla Persona dell'Eterno Padre; e quando nominiamo lo Spirito Santo, mostriamo che Egli procede dalla Persona dell'Eterno Padre. E quando diciamo Dio Padre Onnipotente, il mistero di questo Nome non può essere annullato. Infatti, quando diciamo Padre, manifestiamo il Figlio; e quando diciamo Figlio, dichiariamo il Padre; e quando diciamo Eterno Padre, manifestiamo l'Eterno Figlio. Poiché, se non troviamo l'inizio di questo nome paterno, cioè il momento in cui Egli fu chiamato Padre, ne consegue che neppure troviamo l'inizio di Colui che è generato.
Chiediamo dunque che ci si dica quando il Padre ricevette questa denominazione, per essere chiamato Padre: nel tempo o fuori del tempo? Ci si indichi quando per la prima volta iniziò ad essere chiamato così. E se qualcuno sarà in grado di dimostrarlo, allora non vi sarà dubbio che da quell'inizio del nome paterno il Figlio abbia avuto il suo inizio, quando il Padre fu così chiamato. Ma se fallirà — anzi, poiché necessariamente fallisce e non può provare né indicare l'inizio del nome paterno, né il momento in cui il Padre cominciò ad essere Padre — allora confessi con noi la Santa Trinità consustanziale e della medesima essenza, senza che il Padre sia prima del Figlio, né il Figlio dopo il Padre, né lo Spirito Santo inferiore; perché, non trovandosi l'inizio del nome paterno, non sappiamo per quale ragione si debba attribuire un inizio al Figlio. Infatti, quando diciamo Dio Padre Eterno, manifestiamo il Dio Figlio Eterno. Perciò professiamo la Santa Trinità in una sola Natura, una sola Essenza e una sola Sostanza, e in tre Ipostasi o Persone.
Inoltre, crediamo che il Verbo stesso di Dio, cioè il Figlio del Padre, sia stato generato senza principio. Egli, una delle tre Ipostasi della Santa Trinità, il Figlio Eterno, per l'economia compiuta per noi e per la nostra salvezza, discese dal cielo; il Verbo di Dio si incarnò e si fece uomo nel grembo della Vergine, unendo a sé la verità della nostra natura dalla Santa e Gloriosa Vergine Maria, Madre di Dio; perfetto Dio e perfetto Uomo in due nature, quella divina e quella umana; consustanziale al Padre secondo la divinità, e il medesimo consustanziale a noi secondo l'umanità; non diviso in due figli, ma unico e medesimo Figlio di Dio e Figlio dell'uomo, nella verità di due nature, in una sola Ipostasi o Persona, essendo avvenuta l'unione della divinità e dell'umanità; cosicché da due nature perfette non risultano due figli, ma un unico e medesimo Figlio di Dio e Figlio dell'uomo. Rimanendo ciò che era, iniziò ad essere ciò che non era, quando il Figlio senza principio dell'Eterno Padre divenne Figlio dell'uomo. Perciò anche il Signore nostro Gesù Cristo è uno solo, avendo in sé la perfezione della natura divina e la perfezione della natura umana; ed è veramente Unigenito come Verbo, essendo nato da Dio Padre, e Primogenito tra molti fratelli; poiché il Figlio di Dio si fece Figlio dell'uomo.
Perciò confessiamo anche due nascite di questo stesso Unigenito Verbo di Dio: una prima dei secoli, generato dal Padre in modo incomparabile; e l'altra negli ultimi tempi, mediante l'incarnazione dello stesso dalla Santa, Gloriosa e Sempre Vergine Maria, Madre di Dio. Colui che risplende dal Padre oltre ogni comprensione nacque dalla Madre in modo sovrarazionale; e, essendo veramente Dio, divenne veramente uomo. Perciò confessiamo propriamente e veramente che la Santa e Gloriosa Maria, sempre Vergine, è Madre di Dio; non perché Dio Verbo abbia avuto da lei il proprio inizio, ma perché negli ultimi tempi l'Unigenito Dio Verbo, che era prima dei secoli, da lei si incarnò e si fece uomo; e mentre nella sua propria natura era invisibile, nella nostra si rese visibile; e mentre era Dio impassibile, non disdegnò di essere uomo passibile e, pur essendo immortale, di sottostare alle leggi della morte.
E quel medesimo Dio e Signore che secondo la carne nacque a Betlemme, e fu fatto simile agli uomini eccetto il peccato, e fu crocifisso per gli uomini sotto Ponzio Pilato, noi lo confessiamo Dio, lo confessiamo uomo, lo confessiamo Figlio di Dio, lo confessiamo Figlio dell'uomo, lo confessiamo dal cielo, lo confessiamo dalla terra, lo confessiamo impassibile, lo confessiamo passibile. Infatti il vero Dio, generato da Dio Padre in modo ineffabile, indicibile e incomprensibile, quello stesso nel tempo nacque dalla Santa Vergine Maria: il medesimo Signore nostro Gesù Cristo, una delle Persone della Santa Trinità, da glorificare insieme con il Padre e con lo Spirito Santo. Né la Santa Trinità ricevette l'aggiunta di una quarta Persona; ma confessiamo veramente che il Signore nostro Gesù Cristo possiede due nature in un'unica Ipostasi di divinità e umanità, senza confusione e senza mutamento. Così pure la regola della pietà ci insegna che Egli possiede due volontà naturali e due operazioni naturali, essendo perfetto Dio e perfetto Uomo, unico e medesimo Signore nostro Gesù Cristo: il medesimo che nacque, il medesimo che soffrì, il medesimo che fu crocifisso, il medesimo che fu sepolto, il medesimo che risorse, il medesimo che ascese ai cieli, che siede alla destra del Padre e che verrà a giudicare i vivi e i morti; e il suo regno non avrà fine.
Una parte del testo si trasforma, in modo interessante, in una polemica anti-ariana. Poiché i monoteliti non professavano l'arianesimo, ci si potrebbe chiedere il motivo. La risposta è che, sebbene la dichiarazione fosse inviata all'imperatore Costantino IV o allegata a una lettera indirizzata a lui, occorre ricordare che varie parti della popolazione longobarda dell'Italia settentrionale aderivano ancora all'arianesimo, anche se molti si stavano convertendo all'ortodossia. Pertanto, è comprensibile che un sinodo riunito a Milano volesse formulare una dichiarazione più generale della dottrina ortodossa, non soltanto riguardo alla questione delle volontà e delle operazioni in Cristo, ma anche per confermare ulteriormente la dottrina della Trinità e darle una più ampia applicazione nell'Italia settentrionale.
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NOTA
Fonte: https://la.wikisource.org/wiki/Epistola_%28Damianus_Ticinensis%29

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