L’uso del Salmo 42 «Judica me» nella preparazione del sacerdote si può trovare in diversi antichi libri liturgici, soprattutto del X secolo. Un esempio è il Cod. Sang. 339, che è conservato nella biblioteca del monastero di San Gallo in Svizzera.
Il Cod. Sang. 339, per molti aspetti, mi ricorda un Ordo Missae simile che era in possesso di Sigeberto, vescovo di Minden († 1035), e di alcuni altri. Diamo ora le indicazioni così come si trovano nel Cod. Sang. 339 per il Salmo 42. A pagina 182 troviamo le seguenti istruzioni, date dopo che il sacerdote si è rivestito in sacrestia e si è lavato le mani:
«Post quam ecclesiam intrat dicat: “Introibo ad Altare Dei” cum Psalmo “Iudica me Deus et discerne...” deinde Confiteor et dicat “Converte nos Deus salutaris” “Dignare” “Miserere nostri Domine” “Fiat misericordia tua...” “Domine exaudi..” “Aufer a nobis Domine quesumus iniquitates nostras ut ad sancta sanctorum puris mereamur mentibus introire. Per..”»
Parte del testo è abbreviata per comodità del sacerdote. Ma, in italiano, quanto sopra si leggerebbe come segue:
«Dopo di che egli entra nella chiesa, dice: “Salirò all’altare di Dio…” con il Salmo “Giudicami, o Dio, e discerni…” [Salmo 42], quindi il Confiteor e dice: “Riconducici, o Dio della [nostra] salvezza”, “Degnati”, “Abbi pietà di noi, o Signore”, “Sia la tua misericordia…”, “O Signore, ascolta…”, “Togli da noi, o Signore, ti preghiamo, le nostre iniquità, affinché con menti pure possiamo essere degni di entrare nel Santo dei Santi. Per…”»
Il Cod. Sang. 354, a pagina 8, presenta anch’esso istruzioni simili per la recita del Salmo 42 quando il sacerdote entra nella chiesa e prima del Confiteor davanti all’altare.
La Patrologia Latina di Migne stampa un Ordo della Messa del X secolo che contiene indicazioni di simile tenore, sebbene il Salmo 42 sia collocato DOPO «Aufer a nobis», nel modo seguente:
«Et dum pervenerit ad Altare imponat per se Antiphonum: “Introibo ad Altare Dei, ad Dominum, qui laetificat juventum meam” cum Psalmo: “Judica me Deus et discerne causam meam de gente”»
Che significa:
«E quando giunge all’altare, impone da sé l’antifona: “Salirò all’altare di Dio, al Signore che rallegra la mia giovinezza”, con il Salmo: “Giudicami, o Dio, e discerni la mia causa dalla gente…”»
Naturalmente, in questo caso possiamo notare l’influsso di un possibile testo più antico della Vetus Latina, in cui per l’antifona viene dato “Dominum” invece di “Deum”. Dopo il Salmo 42 seguono ulteriori versetti e risposte, e preghiere aggiuntive prima del bacio dell’altare e del libro dei Vangeli.
Si può dunque affermare che il Salmo 42 veniva utilizzato sia che fosse recitato mentre il sacerdote lasciava la sacrestia, sia mentre si trovava direttamente davanti al santuario, sia persino mentre entrava nel santuario preparandosi a baciare l’altare.
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Tradotto da: Psalm 42 and the preparation of the priest
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